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Edizione 2016

_Ripartiamo dal privato



Ph. ® Emiliano Milanesi



Nel 2016 Case Sparse giunge alla sua quinta edizione. Dopo aver esplorato gli ambienti del Bosco, del Centro Storico e del Fiume, la residenza fondata nel 2011 prosegue il suo percorso artistico ripartendo dal privato con un focus sullo studio e la ricerca che ha caratterizzato l’edizione del 2012.
Quest’anno l’oggetto d’indagine non è più lo spazio aperto e pubblico, ma la casa: chiusa e privata. Quello spazio solitamente dedicato alla vita quotidiana e alle relazioni private, diventa anche un luogo di lavoro e di narrazione, in un crescendo che, al termine dei quindici giorni di residenza, ha portato a trasformare le stanze della casa in luoghi espositivi.
La casa in questione non è uno spazio neutro, ma un luogo estremamente stratificato e carico del suo passato che agisce su di noi e sugli artisti condizionando e dirigendo in qualche modo il nostro operare, poiché questa volta è a lei – la “nostra” casa – che sono diretti tutti i nostri sforzi; è lei il soggetto e la regina del nostro narrare. Narrando la casa raccontiamo noi stessi, perché essa ci restituisce, come uno specchio, la parte più profonda di noi: la grotta, il nido, la culla, in una parola l’abitare e il proteggersi.

Ma il fondamento dell’esperienza politica reale, almeno in Platone e Aristotele, rimaneva così saldo che la distinzione tra le sfere della vita domestica e della vita politica non era mai messo in dubbio. Senza il dominio sulle necessità della casa né la vita né la “buona vita” è possibile, ma la politica non è mai subordinata alla vita. Per quanto riguarda i membri della polis, la vita domestica esiste solo in nome della “buona vita” della polis.
(A. Arendt, Vita Activa, Tascabili Bompiani, Milano, 2008)