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Edizione 2012

_Studi



Ph. ® Luisa Littarru



La prima edizione della residenza Case Sparse ha avuto come spunto di riflessione i meccanismi del fare. Spesso l’artista, prima di giungere all’opera completa, lascia dietro di sé delle tracce: frasi scritte su quaderni, immagini registrate e annotate, foto sparse qua e là, deviazioni di percorso. Per non perdere le migliaia di sinapsi che convergono alla definizione dell’opera, il materiale di studio prodotto è raccolto, trasmesso e reso visibile in una galleria, che si fa cassa di risonanza. Per l’artista è uno sguardo a ritroso, come le pupille rovesciate nell’opera di Giuseppe Penone, che rispecchiano l’esterno ma, oscurate, possono concentrarsi su quanto accade dietro di sé.

È stato così chiesto agli artisti in residenza di confrontarsi con la terra ospitante, intesa sia come patrimonio naturale sia sociale. L’idea è quella dell’indagine condotta con le procedure dello studio e dell’approccio proprio del fare artistico. Per questo motivo in questa edizione non è stata richiesta la produzione di un’opera a conclusione del processo. Tuttavia l’esperienza vissuta ha generato un dialogo che ha condotto alla realizzazione di cinque opere strettamente connesse che hanno abitato lo spazio della galleria in occasione del finissage.