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Residenza

Case Sparse _Tra l'Etere e la Terra nasce con il desiderio di collegare una zona periferica ad un centro, amplificando nell'urbano ciò che avviene nel locale. La città è per noi la possibilità di essere pubblici, di raggiungere quante più persone possibili; è anche l'opportunità di uscire da un isolamento che tuttavia ha permesso il mantenimento di uno stato di grazia. Case Sparse agisce attraverso l'arte e la sua capacità di narrare e di rendere vivo, di rigenerare.

Scegliamo la formula di Residenza artistica al confine tra pubblico e privato perché permette, attraverso la vita in comune, di abbattere i ruoli che spesso contraddistinguono il nostro mestiere: l'artista produce e mostra; il curatore sceglie e promuove. Un luogo privato è un territorio neutro che mette tutti sullo stesso piano e genera relazioni e interazioni non prevedibili.

Il Progetto

Case Sparse invita gli artisti a confrontarsi con il territorio producendo opere site-specific lungo percorsi scelti; le opere andranno a costituire il nucleo portante di un parco di arte-natura che si snoderà dal centro alla zona boschiva del paese. Il parco di arte-natura avrà il suo cuore pulsante nel centro del paese e si costruirà intorno ad esso, arricchendo il concetto di natura. Essa viene intesa non più solo come flora e fauna. La natura di un luogo sono soprattutto i suoi abitanti.

Edizione 2015
_Il Fiume

Nel 2015 Case Sparse riflette sul tema del fiume, invitando gli artisti in residenza a concepire opere site specific lungo il corso del fiume Oglio, unica via di comunicazione naturale, che passando per Malonno attraversa l’intera Valle Camonica, giungendo infine in pianura. Da sempre via di comunicazione e di scambio, il fiume rappresenta il condividere, mostrando agli altri il frutto del proprio lavoro.

Edizione 2014
_Il Centro Storico -frazioni

Nel 2014 gli artisti sono stati chiamati a misurarsi con il centro storico e i suoi monumenti, le sue dinamiche, la sua storia. Obiettivo cardine dell’annualità è, usciti dal bosco, entrare in stretto rapporto con le persone e i luoghi che sono loro propri. Malonno è un paese dotato di più centri che coesistono simultaneamente; l’obiettivo è stato quello di tracciare una traiettoria che porti il visitatore ad attraversarli. Per la prima volta un parco di arte-natura ha il suo cuore pulsante nel centro del paese e si costruisce intorno ad esso, arricchendo il concetto di natura. Gli abitanti diventano parte del progetto, partecipando anche ai numerosi eventi che caratterizzano questa edizione. Dal 2014 lo spazio di amplificazione è nella città di Berlino; un monitor in una vetrina delle strade di Kreuzberg mostra i processi creativi degli artisti al lavoro, e gli spazi della residenza GlogauAIR ospitano la mostra finale.

Edizione 2013
_Il Bosco

L’edizione 2013 apre il progetto triennale di Case Sparse e si pone come obiettivo la realizzazione di un parco di arte-natura che rimanga nel tempo patrimonio della collettività, attraversando i tre ambienti che concorrono maggiormente a definire l’identità del paese di Malonno: il bosco, il centro storico e il fiume. Nel tempo si è articolata diversamente anche la condivisione delle “tracce” e dei processi, immaginando un’amplificazione che arrivi, anno dopo anno, più lontano. La mostra finale, successiva al finissage di Malonno, è stata a Milano, nello stesso spazio in cui sono state inviate le “tracce” degli artisti, e ha narrato gli aspetti salienti della Residenza. Durante questo primo anno, le artiste coinvolte sono state chiamate a misurarsi con il bosco: inteso come luogo interiore in cui viene immagazzinato giorno dopo giorno tutto ciò che ci circonda. In esso non vi è censura o giudizio di valore, ma tutto esiste simultaneamente. Le artiste sono state libere di intervenire nel bosco, tenendo in considerazione che esso è una creatura dotata di vita interiore, di una sorta di inconscio sempre in movimento. Nel tempo il bosco ha fatto proprie le opere, integrandole e giungendo in alcuni casi fino alla completa sparizione.

Edizione 2012
_Studi

La prima edizione della residenza Case Sparse ha avuto come spunto di riflessione i meccanismi del fare. Spesso l’artista, prima di giungere all’opera completa, lascia dietro di sé delle tracce: frasi scritte su quaderni, immagini registrate e annotate, foto sparse qua e là, deviazioni di percorso. Per non perdere le migliaia di sinapsi che convergono alla definizione dell’opera, il materiale di studio prodotto è raccolto, trasmesso e reso visibile in una galleria, che si fa cassa di risonanza. Per l’artista è uno sguardo a ritroso, come le pupille rovesciate nell’opera di Giuseppe Penone, che rispecchiano l’esterno ma, oscurate, possono concentrarsi su quanto accade dietro di sé. È stato così chiesto agli artisti in residenza di confrontarsi con la terra ospitante, intesa sia come patrimonio naturale sia sociale. L’idea è quella dell’indagine condotta con le procedure dello studio e dell’approccio proprio del fare artistico. Per questo motivo in questa edizione non è stata richiesta la produzione di un’opera a conclusione del processo. Tuttavia l’esperienza vissuta ha generato un dialogo che ha condotto alla realizzazione di cinque opere strettamente connesse che hanno abitato lo spazio della galleria in occasione del finissage.